DALLA ‘LETTERA SINODALE’ DEI GIOVANI ALLA CHIESA DI PADOVA

Dal dicembre 2017 a maggio 2018 si è svolto il Sinodo diocesano, dove 5000 giovani si sono trovati insieme e hanno letto, analizzato, pregato come risposta alla domanda del Vescovo Claudio: “Cosa secondo te vuole il Signore per la Chiesa di Padova?”. E’ stato un cammino di discernimento comunitario e di ascolto dello Spirito su ciò che il Signore desidera per le nostre Comunità. Dalla validissima Lettera dei Giovani cogliamo alcuni aspetti importanti per la nostra U.P. - I GIOVANI ci scrivono:

GRATITUDINE: Molti di noi sono grati del tanto bene ricevuto nei contesti di provenienza, dalle famiglie, dalle nostre comunità, movimenti e associazioni, dai preti e dagli adulti incontrati, dagli educatori e dai catechisti che ci hanno formato. Qualcuno di noi porta anche il peso di ferite e delusioni che hanno segnato la propria storia ed esperienza di fede.

GIOIA FECONDA: Ci sembra che il Signore stia chiedendo alla Chiesa di Padova che tutti riscopriamo la gioia che riempie l’esistenza di chi incontra Gesù e il dono del Battesimo, così da essere testimoni credibili, stabili, sereni e coerenti. La sentiamo innanzitutto come una sollecitazione per i molti tra noi che svolgono nelle comunità cristiane un servizio educativo: c’è bisogno di educatori formati, sostenuti e accompagnati, che siano soprattutto testimoni di fede e più responsabili nei confronti dell’impegno che si sono assunti.

ADULTI TESTIMONI: Abbiamo bisogno di trovare nelle nostre comunità adulti che abbiano incontrato Gesù e capaci di trasmetterci fiducia nella vita. Adulti attraverso cui possiamo riuscire ad assaporare quanto è bello credere. Adulti che ci accompagnino, che ci aiutino a orientarci nelle scelte e che ci suggeriscano gli strumenti per vivere la nostra fede al di fuori del contesto più rassicurante della comunità, nei luoghi, nelle situazioni, con le persone che incontriamo giorno dopo giorno (scuola, Università, amici, sport, lavoro, affetti, tempo libero,…). Adulti che ci insegnino a stare nelle sfide, nelle provocazioni, a volte nelle prese in giro di chi non condivide il nostro cammino e ci provoca a motivare il perché della nostra scelta di essere cristiani e di frequentare la parrocchia, i movimenti o le associazioni di cui facciamo parte.

NON PIU’ SOLI: Ci sono situazioni, esperienze, momenti in cui ci sentiamo lasciati soli e privi di uno spazio adeguato di ascolto e di confronto su quello che viviamo, e di risposte: di fronte alla sofferenza e alla morte, all’insicurezza economica e affettiva, alla solitudine e ai fallimenti, alla vita caotica di oggi, al sentirci minoranza e all’insignificanza della fede che respiriamo nei luoghi di studio e di lavoro.

GUIDE CON ‘PATENTE’: Inoltre sottolineiamo l’urgenza di individuare in ogni contesto comunitario delle figure adulte di riferimento capaci di accompagnarci personalmente. Abbiamo bisogno di guide, preti e adulti, adeguatamente formati per tale missione, con cui camminare in un rapporto uno a uno, che sappiano ascoltare e far emergere le nostre domande, che ci spingano a mete alte per la nostra vita, che ci aiutino a comprendere il progetto che Dio ha per noi e capaci di farci crescere nel nostro cammino umano e di vita cristiana.

GRUPPI GIOVANI: Sappiamo che spesso facciamo fatica a ritagliarci tempi adeguati per il nostro cammino personale e che non sempre rispondiamo agli inviti che ci vengono fatti. Chiediamo però di ripensare insieme proposte e cammini di gruppo, calibrati su tempi, modalità e percorsi nuovi, che davvero incrocino le nostre domande e interpellino le nostre vite, supportati da adulti significativi. In più ci sembra opportuno che ogni comunità individui una o più persone che abbiano a cuore la Pastorale dei Giovani. Vorremmo inoltre che le proposte diocesane tenessero maggiormente conto dell’estensione della nostra Diocesi e fossero meglio pubblicizzate.

AMBITI ILLUMINATI: A seguito del nostro discernimento, abbiamo individuato degli ambiti su cui puntare per crescere come cristiani consapevoli e coerenti: l’affettività e le scelte di vita, la spiritualità, l’attenzione alle tematiche sociali e ambientali, al lavoro e alle povertà. In particolare sull’affettività, sentiamo urgente confrontarci su alcuni temi che ci coinvolgono da vicino come la sessualità, l’omosessualità, le separazioni, il divorzio, le convivenze. Su questi temi riteniamo fondamentale conoscere quale strada traccia la Chiesa per una formazione personale, una maggiore consapevolezza e così poter compiere un vero percorso di discernimento.

CRISTO AL CENTRO: Credere per noi non sempre approda ad un sì chiaro e definitivo e non sempre la nostra fede è vissuta in una comunità con cui incontrarsi, pregare, celebrare, credere insieme. Sentiamo che il Signore sta chiedendo a tutti di riscoprire l’essenziale della vita delle nostre comunità come luoghi in cui si possa innanzitutto incontrare personalmente il Signore Gesù, anche attraverso i Sacramenti, e innamorarsi del Vangelo. Questo è il cuore delle comunità di cui facciamo parte ma tante attività, strutture, programmi, tempi,… rischiano di “far fare” tanto senza attribuire al fare il giusto significato, smarrendo il ‘Centro’.

COMUNITA’ ACCOGLIENTI: A volte respiriamo nelle nostre realtà un clima di chiusura, di freddezza e di giudizio che non aiuta a sentirci accolti ma anzi rischia di allontanare e di deludere. Ci sentiamo provocati dal Signore a costruire, giovani e adulti insieme, comunità gioiose capaci di vivere la fraternità, dove ci si può chiamare per nome, comunità più missionarie dove ci si prende cura di ciascuno e si avvicinano nuove persone, e creare così un clima caldo di accoglienza e di stima. La difficoltà del rapporto tra noi giovani e gli adulti, emersa in tutte le relazioni dei gruppi sinodali, ci ha fatto comprendere che il Signore ci sta chiedendo di creare brecce nel muro di incomprensione e di pregiudizio reciproco che c’è tra le generazioni e di crescere in un rapporto sempre più aperto.

DIALOGO FECONDO: Vorremmo metterci su un piano di vero dialogo e di condivisione autentica della vita con le sue sfide e le sue domande. Vorremmo poter condividere con gli adulti le esperienze di vita e le ragioni del credere. Desideriamo quindi che il centro delle nostre comunità sia l’esperienza di fede più che le attività da fare: a volte sembra infatti che contiamo qualcosa solo se prestiamo un servizio in qualche forma. Chiediamo una maggiore fiducia e condivisione di responsabilità nelle scelte di fondo della comunità e nella gestione degli spazi, delle strutture e degli impegni economici delle nostre comunità, attraverso un confronto reale che si può realizzare negli organismi di comunione (CPP e CPGE) e in altre sedi.






Per i gruppi organizzati che desiderano visitare il Santuario di Monteortone,
è gradita la prenotazione (sig. Luciano 368 7761617 oppure mail: webmaster@monteortone.it).
In tale modo, al vostro arrivo, troverete un volontario che vi accompagnerà nella visita al Santuario.