Bollettino Parrocchiale

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In tale modo, al vostro arrivo, troverete un volontario che vi accompagnerà nella visita al Santuario

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Bollettino n. 3 del 08/03/2020 – valido fino al 29/03/2020

MESSAGGIO DEL VESCOVO DI PADOVA
INSIDIA DEL ‘CORONAVIRUS’

Carissimi,
lunedì c’è stata una riunione dei vescovi del Veneto, sollecitata anche da me. Eravamo in collegamento con i Vescovi dell’Emilia Romagna e della Lombardia. L’obiettivo era di condividere una linea comune per affrontare questa difficile situazione data dal virus, alla luce delle disposizione del Governo italiano.
L’iniziativa nasceva anche dalla speranza di poter riprendere la celebrazione dell’Eucarestia, quella domenicale innanzitutto, cercando insieme tutti i possibili percorsi, consultando esperti e autorità, e di desistere solo di fronte all’evidenza, dopo aver constatato che proprio non ci fossero strade percorribili.
Il confronto ci ha portati a confermare e riconoscere che in certe materie, come quelle legate all’ordine pubblico e alla salute, la competenza non è della Chiesa, ma dello Stato e dei suoi organi istituzionali. Grande attenzione è stata posta dunque all’interpretazione del testo del Decreto Ministeriale del 1° marzo 2020 a firma di Giuseppe Conte e Roberto Speranza e condiviso dai governatori di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Il Decreto Ministeriale è quindi vincolante per tutti i cittadini, sia non credenti che credenti di qualsiasi fede.
Il Patriarca, Mons. Francesco Moraglia, ha più volte avuto contatti diretti con le autorità regionali e nazionali, proprio per cercare di ottenere ciò che già aveva dichiarato pubblicamente, e cioè la possibilità di celebrare l’Eucaristia. Nelle ore precedenti all’incontro ha potuto verificare direttamente alla fonte governativa la corretta interpretazione delle parole contenute nel decreto, e noi ne abbiamo avuto testimonianza diretta.
A malincuore abbiamo messo in disparte dubbi e speranze, quelle speranze che il dialogo con qualche amico autorevole aveva alimentato: abbiamo preso atto che non c’erano alternative e che le indicazioni che potevamo offrire alla luce del Decreto Ministeriale erano molto restrittive e dolorose per le nostre comunità e anche per noi. Ci ha accompagnato la percezione, tra l’altro, che l’emergenza non si concluderà in breve tempo.
Dunque nessuna celebrazione di Messe con le nostre comunità, nessuna convocazione “aperta al pubblico”, no ai funerali pubblici, né battesimi, né matrimoni, né attività formative …
Alle Chiese, che resteranno aperte per la preghiera personale, si può accedere solo in forma privata e in quelle di maggior frequentazione contingentando gli accessi come ai musei.
A noi vescovi è molto dispiaciuto dover prendere atto che non avevamo spazio di manovra!
Immagino a questo punto le reazioni infastidite e perplesse di tanti. Le capisco perché ho provato anch’io fastidio e perplessità. Abbiamo condiviso però alcune considerazioni: qualcuno dei presenti ha ricordato che la nostra fede, anche con i suoi tesori più preziosi che intendiamo sempre custodire, si pone al servizio della vita e quindi anche della salute, e non è contro la scienza; altri che siamo parte di un territorio di cui dobbiamo rispettare l’organizzazione e che viviamo in relazione con Istituzioni pubbliche e politiche verso le quali liberamente la Chiesa vuole essere leale e onesta collaboratrice; altri che siamo parte di una comunità ecclesiale più ampia della singola parrocchia o del singolo movimento e che si configura come diocesi, come conferenza regionale, come conferenza Italiana.
Alla luce di queste considerazioni ho quindi obbedito a questa “ora”, a queste circostanze e ho sottoscritto con gli altri vescovi, e con il loro sostegno, le indicazioni che sono state immediatamente pubblicate e che avete già visto. Vi chiedo pertanto di cercare di capire il senso e le motivazioni e di obbedire, come ho fatto io stesso, alle linee offerte dalla Chiesa. Chi si discosta dalle indicazioni in modo autonomo, non solo va contro una norma dello Stato, esponendosi a sanzioni, ma mette anche in difficoltà i confratelli, perché si creano differenze tra fedeli (ad esempio per i funerali), che disorientano.
Nell’omelia della prima domenica di Quaresima, che potete trovare estrapolata sul sito diocesano, ho cercato di offrire qualche pista di riflessione adatta per interpretare spiritualmente questa “particolare” situazione, perché diventi occasione di meditazione e approfondimento e momento di grazia.
Sono certo, infatti, che il Signore sa volgere al bene anche questa nostra forma non cercata di penitenza: è un tempo di quaresima, di deserto: tempo in cui il Signore parla.
Il Signore ci accompagni e ci benedica, faccia splendere il suo volto su di noi e ci doni la sua pace.
+ Claudio Cipolla, vescovo

NB.
Rimangono preziosi in questi tempi di silenzio e di preghiera personale i sussidi che sono disponibili su vari supporti, indicati nelle note allegate a questa lettera.
Ringrazio i parroci che si stanno prodigando per mantenere in vario modo il contatto con i propri parrocchiani, facendo sentire comunque la preziosità di essere comunità anche quando la vicinanza ci è impedita.

LITURGIA PERSONALE QUARESIMA

Domenica di Quaresima sia la mattina che il pomeriggio, può essere esposto IL SANTISSIMO SACRAMENTO per la preghiera personale dei parrocchiani, garantendo una presenza e vigilanza costante.
Si conferma il valore della preghiera personale, della carità, del digiuno e l’astinenza dalle carni, soprattutto il venerdì.
Suggeriamo la preghiera in famiglia. In allegato viene fornito lo schema, che ogni comunità potrà adattare e mettere a disposizione dei genitori e di ogni parrocchiano, per la seconda domenica di Quaresima. Le famiglie non trascurino una breve visita privata in chiesa per una sosta orante davanti al Santissimo Sacramento.
Ricordiamo che ci sono molti strumenti in cui trovare occasioni di preghiera e di meditazione sui social, in televisione e su testi stampati, tra cui Dall’Alba al Tramonto.
Agli adulti e agli anziani, suggeriamo la preghiera della Liturgia delle Ore, in modo particolare le Lodi mattutine e i Vespri, i cui testi sono facilmente reperibili on line. Le pratiche di pietà come Via Crucis e santo Rosario sono quotidianamente trasmessi su vari canali radiofonici e televisivi.
I giovani possono usufruire dei video della Scuola di preghiera on line e da sabato di una puntata speciale sul Vangelo della Trasfigurazione sul sito della Pastorale dei Giovani (http://www.giovanipadova.it/scuola-di-preghiera-online/).
Villa Immacolata, tramite il sito e la nuova app, propone per sabato alle 18.00 e domenica alle 18.00 un’occasione di lectio e preghiera guidata (https://villaimmacolata.net/angolo-formativo/web-radio.html).
Alcune chiese sono già dotate di collegamento radio o web: il parroco potrebbe utilizzare questi strumenti per trasmettere la celebrazione della Messa senza la comunità, comunicandone l’orario.
Per quanto riguarda la Messa domenicale presieduta dal Vescovo Claudio, si potrà seguire sul canale youtube della Diocesi alle ore 10.00 (http://www.youtube.com/c/DiocesiPadovaVideo)
Sul sito diocesano e sui canali social sono disponibili quotidianamente delle brevi meditazioni sul vangelo del giorno, grazie alla disponibilità di alcuni preti e religiose della Diocesi.

INDICAZIONI PER I SACRAMENTI E LE ESEQUIE

Per i sacramenti. Si conferma la sospensione delle celebrazioni delle sante Messe feriali e festive. La celebrazione del Battesimo (senza la Messa) e del matrimonio è consentita alla sola presenza dei padrini, dei testimoni e degli stretti familiari, secondo le indicazioni diocesane del 2 marzo, che prevedono di rispettare tra i presenti «la distanza di almeno un metro». È sospesa anche la celebrazione della Cresima. Il sacramento della Penitenza è possibile nella forma individuale, con le dovute attenzioni.

Per le esequie. È vietato celebrare la Messa esequiale. Le Esequie verranno celebrate nella forma seguente.
Esequie con sepoltura
Ci si raccoglie all’esterno della cappella del cimitero o in altro luogo opportuno del cimitero stesso, purché all’aperto, alla sola presenza degli stretti familiari e a distanza di precauzione igienica.
Nel rituale delle Esequie si segua il capitolo quarto, a partire da p. 129. La struttura sarà la seguente: a) un rito iniziale; b) la liturgia della Parola; c) l’ultima raccomandazione e commiato; d) la processione al sepolcro; e) la sepoltura.
Esequie nel caso di cremazione
Ci si raccoglie in obitorio, o se sembra opportuno all’esterno della cappella del cimitero o in altro luogo opportuno del cimitero stesso, purché all’aperto, solamente alla presenza degli stretti familiari, a distanza di precauzione igienica.
Nel rituale delle Esequie si tenga conto dell’appendice. La struttura sarà la seguente: a) un rito iniziale; b) la liturgia della Parola; c) l’ultima raccomandazione e commiato; d) dopo i giorni della cremazione si concordi la deposizione dell’urna con il rito previsto.
Messa esequiale
Il parroco, nella logica della comunione dei santi – per cui ogni celebrazione non è mai privata ma atto di tutta la Chiesa – e della carità pastorale, potrà celebrare subito o nei giorni seguenti, avvisando i familiari, la Messa esequiale senza l’assemblea, in assenza della salma, secondo il Messale Romano.
Appena le normative ministeriali lo permetteranno, potrà essere celebrata la Messa esequiale alla presenza dei familiari e dell’intera assemblea.

Claudio Cipolla Vescovo di Padova
Ai Dirigenti e al personale, agli studenti e ai genitori delle Istituti scolastici presenti nel territorio della Diocesi di Padova
in questi giorni così “strani”, proprio nel cuore dell’Anno scolastico, desidero raggiungere con un pensiero particolare i bambini e i ragazzi, le loro famiglie, i dirigenti e il personale docente e ausiliario delle scuole presenti sul territorio della nostra diocesi. La scuola infatti è uno degli ambiti maggiormente “colpiti” dall’emergenza determinata dalla diffusione del Covid-19. Questa situazione sta mettendo in evidenza le nostre fragilità, ci porta a non sentirci sempre e comunque invincibili e quindi nella condizione di permetterci tutto; ci restituisce alla limitatezza della nostra umanità e, al contempo, interpella da un lato la scienza e la medicina a rinvenire efficaci misure di contrasto alla malattia, dall’altro spinge la gente comune a recuperare il senso della misura, del tempo, il valore di piccoli gesti di civiltà, anche in ordine ai comportamenti più banali, come il lavarsi le mani: sembrano aspetti di poco conto ma, in una società della frenesia e della corsa sfrenata, assumono un significato non banale, anche sul versante educativo; richiamano al valore del rispetto e della buona educazione verso se stessi e verso gli altri.
Immagino quanto pesi ai bambini più piccoli (infanzia e primaria) non poter frequentare in questi giorni la scuola, insieme ai loro amici e alle loro maestre: per loro la scuola rappresenta il primo ambito di socialità extra-familiare e l’assenza prolungata incide sicuramente sulla loro emotività. Posso poi immaginare che la sospensione del servizio crei non pochi disagi ai genitori che, comunque, devono continuare la loro attività lavorativa: tutti siamo consapevoli di questo, ma è evidente che la determinazione delle autorità alla sospensione è stata indotta dal dovere di proteggere il bene primario della salute dei bambini, adottando tutte le misure precauzionali necessarie. Speriamo che l’emergenza abbia a spegnersi e che si possa tornare presto alla normalità. Al contempo, mi auguro che questi giorni possano essere l’occasione per i genitori di trascorrere più tempo con i loro bambini, aiutandoli magari con giochi, disegni e proposte creative ad allontanare la paura e a dare un senso anche a quanto sta avvenendo.
Forse per gli studenti della scuola secondaria, la sospensione delle lezioni sarà sembrato un “regalo”, ma sono sicuro che, dopo qualche giorno, anche loro sentono la nostalgia della scuola, dei loro compagni e insegnanti. Immagino anche che sia forte la tentazione di perdere tempo: dormire fino a tardi, mettersi davanti alla televisione o stare ore e ore davanti al computer, visto che i professori non controllano e magari anche mamma e papà sono al lavoro, potrebbe rappresentare una facile alternativa all’impegno scolastico quotidiano. Credo invece che questi giorni rappresentino per i nostri giovani una splendida occasione per dimostrare il loro senso di responsabilità, anzitutto verso se stessi, dedicando del tempo in più per recuperare qualche materia in cui si sentono più deboli approfondire gli argomenti che li interessano, coltivare qualche sano hobby, trascorrere bene il loro tempo: auguro loro di non lasciarsi prendere dalla noia che un brutto virus che toglie entusiasmo, ma sappiano riempire questo tempo di cose buone che fanno bene! So che molte scuole si sono già attrezzate per fornire piani on-line o, comunque, per accompagnare gli studenti in questi giorni: sono opportunità preziose che la tecnologia ci consente. Spero anche che per le famiglie questo tempo prolungato sia occasione propizia per vivere il gusto dello stare insieme, di parlane un po’ di più, di condividere anche gioie e preoccupazioni: spesso noi adulti ci lamentiamo che i giovani non parlano, ma spesso siamo noi che fatichiamo a raccontarci a loro. Rivolgo infine un grato pensiero a tutti i dirigenti, insegnanti e personale ausiliario: la straordinarietà dei giorni che stiamo vivendo li interpella non solo sul piano dell’organizzazione del lavoro, ma forse ancor piú sul senso e il valore del compito educativo loro assegnato. Sicuramente sarà forte la preoccupazione per il ritardo inevitabile che si sta accumulando nello svolgimento dei piani di lavoro, nelle valutazioni, ma penso e spero che ogni educatore si senta ancor più chiamato a rinvenire modi efficaci per aiutare gli alunni a riflettere sul senso della vita, sulla necessità di rivedere il nostro modo di stare ai mondo e di abitare la terra, recuperando il significato profondo dell’appartenenza alla famiglia umana, del rispetto reciproco, dei valori della solidarietà e del vivere comune. Ha fatto tanto bene a me e spero anche a tutti coloro che operano nella scuola leggere la lettera indirizzata dal dirigente del Liceo “Volta’ di Milano ai suoi studenti: parole semplici che fanno onore alla scuola italiana.
Solitamente il valore di una cosa si percepisce quando essa viene a mancare: è cosi anche per la scuola. In questi giorni in cui essa manca nella vita dei ragazzi e degli adulti che in essa lavorano, ma anche per chi la vive solo indirettamente, magari solo perché vede le strade piene di studenti al mattino o all’ora di pranzo e sente il loro vociare, recuperiamone il profondo valore sociale: rendiamoci sempre più consapevoli che la scuola costituisce un momento indispensabile per costruire la città di oggi e di domani e sentiamoci felici – anche come cristiani – di contribuire al suo compito e di accrescerne la qualità.
Non serve che vi dica che sto pregando per tutti voi: il tempo di Quaresima che abbiamo iniziato in modo cosi inusuale, quasi nel deserto, ci aiuti a superare la paura e a rimetterci in cammino.
Claudio Cipolla Vescovo di Padova Padova, 4 marzo 2020

Unità Pastorale

IL SIGNORE NON HA VOLUTO, MA PERMETTE QUESTA ‘PROVA’ TERRIBILE, PERCHE’ CI RENDIAMO CONTO DELLA NOSTRA PRECARIETA’ E FRAGILITA’. E’ UN BUON MOMENTO PER ‘FARE GIUDIZIO’ E TORNARE A CONTARE SU DI LUI E NON NEL NOSTRO ORGOGLIO. IN TEMPO DI QUARESIMA LA PAROLA ‘CONVERSIONE’ RITORNA PERCHE’ DAVVERO TORNIAMO AL SIGNORE CON TUTTO IL CUORE E RIVEDIAMO I NOSTRI STILI DI VITA, TROPPE VOLTE IMPOSTATI “COME LUI NON ESISTESSE”.
I MEZZI DI COMUNICAZIONE SOCIALE CI STANNO INFORMANDO E ‘BOMBARDANDO’ . ORE E ORE DI TRASMISSIONE. NON HO SENTITO UNA VOLTA CHE DI PARLI DI PREGHIERA. DI RICORRERE ALLA PROVVIDENZA DI DIO PERCHE’, COME IN PASSATO HA DEBELLATO TANTE EPIDEMIE, ANCHE ORA INTERVENGA.
IL SANTUARIO DI MONTEORTONE E’ SORTO PROPRIO DOVE LA MADONNA E’ APPARSA IL 28 MAGGIO 1428; E PER SUA INTERCESSIONE IL SIGNORE HA LIBERATO I NOSTRI ANTENATI DALL’EPIDEMIA DELLA PESTE.
LE CHIESE E I SANTUARI NON SONO CHIUSI! C’E’ SPAZIO PER LA PREGHIERA PERSONALE. E SAPPIAMO DAL COLLOQUIO CHE CRISTO HA AVUTO CON LA SAMARITANA AL POZZO CHE …“D’ORA IN POI POSSIAMO PREGARE NELLO SPIRITO SANTO E NELLA VERITA’ DI CRISTO…OVUNQUE!!! PERCIO’ SCEGLIAMO DI PREGARE IN FAMIGLIA CHIEDENDO LA GRAZIA DI ESSERE LIBERATI DA QUESTA PERICOLOSA INFEZIONE. E POSSIAMO SEGUIRE IN TV LA MESSA E IL ROSARIO IN VARI CANALI TELEVISIVI.
NOI SACERDOTI OGNI GIORNO CELEBRIAMO L’EUCARISTIA E CELEBREREMO ANCHE DOMENICA MA IN FORMA PRIVATA, COME DA DISPOSIZIONI RICEVUTE. OVVIAMENTE STIAMO PREGANDO PER TUTTI VOI, PER I MALATI, E PER QUANTI ‘SONO ANDATI AVANTI’. IN PARTICOLARE PREGHIAMO PER GLI OPERATORI SANITARI ALL’OPERA E PER I RICERCATORI, NELLA SPERANZA CHE GIUNGA ALL’IMPROVVISO L’ANNUNCIO: “ABBIAMO SCOPERTO IL VACCINO”!!!
MADONNA DELLA SALUTE, SAN BARTOLOMEO, SAN GIORGIO, INTERCEDETE PRESSO IL SIGNORE AFFINCHE’ CI BENEDICA.

Tutto è grazia! don Danilo Z. e C.